Clape dal Mont: Legàmi, idee e culture dell’emigrazione

L’articolo di oggi parla di Clape dal Mont, un’associazione di promozione sociale che proprio quest’anno festeggia i suoi 25 anni, essendo stata fondata nel 1996, e che organizza una vasta serie di iniziative per promuovere i legami e i diritti dei corregionali emigrati nelle diverse parti del mondo, ed ha sempre cercato di essere uno stimolo nell’alimentare sul ruolo e sulle prospettive dell’associazionismo dei corregionali in un contesto di trasformazioni e cambiamenti epocali.
L’attività dell’associazione Clape è sempre stata caratterizzata da un’azione concreta, con l’attivazione di uno Sportello per chi fosse interessato a rientrare in regione, ma anche per conservare i legami con i corregionali sparsi nei vari paesi, nonché da molte attività culturali, essenziali per mantenere il segno profondo delle radici e dell’identità, con eventi, pubblicazioni e conferenze.

L’associazione Clape dal Mont ha maturato molti anni di esperienza nella partecipazione ai progetti di cooperazione allo sviluppo, in particolare in Argentina, Montenegro, Albania, Tunisia, collaborando con enti e associazioni come la Camera di Commercio Italo-Argentina di Buenos Aires, l’Unione Economica Slovena, il Polo Tecnologico di Pordenone, la Società XX Settembre di Salta, la Comunità degli Italiani del Montenegro, l’Agenzia per la Democrazia Locale di Verteneglio, l’Associazione Agricoltori e molti altri ancora.
Nel periodo di emergenza sanitaria ha incontrato diverse difficoltà, dovute all’impossibilità di poter viaggiare e svolgere quindi in presenza molte delle iniziative di cui si è fatta promotrice. Questo non ha assolutamente fermato l’associazione: tramite l’utilizzo di internet e di software dedicati, con la collaborazione della Camera di Commercio Italo-Argentina di Buenos Aires è in corso un’iniziativa che ha tra i suoi obiettivi la preparazione dei nostri corregionali presenti sul territorio argentino da parte di professionisti del nostro territorio, per rafforzare, fissare e verificare in loco le conoscenze apprese, con l’obiettivo di far crescere assieme le due realtà.
Con l’inizio dell’estate e le riaperture conseguenti alla zona bianca, si è svolta anche la conferenza a Trieste sul 75 anniversario accordo Italo-Belga, riguardante il trasferimento di cinquantamila minatori italiani in Belgio, di cui moltissimi provenienti dalla regione ed in particolare dalla provincia di Udine, prima in Italia, e per cui in cambio il governo belga si impegnò a vendere mensilmente al nostro paese un minimo di 2500 tonnellate di carbone ogni mille minatori immigrati. L’evento ha inoltre ricordato la tragedia di Marcinelle, oltre a rievocare il periodo storico tramite alcune testimonianze, e presentando il primo numero della rivista “Legàmi” edita dall’associazione stessa.

Abbiamo avuto modo di confrontarci con Lucio Gregoretti, presidente dell’associazione Clape dal Mont, che ci ha raccontato di come da sempre la sua associazione ha sempre dato molta attenzione al mondo dei giovani, ed in particolare a coloro coinvolti nel fenomeno dell’Expat. A Monfalcone, in uno dei tanti meeting organizzati della Clape, si sono ritrovati molti di questi giovani che stanno vivendo la loro esperienza all’estero e hanno messo in luce la loro capacità di analizzare la realtà che stanno vivendo, dall’Inghilterra della Brexit, alla Germania, alla Spagna, al Belgio, all’Irlanda. Quando si parla dunque di seconde o nuove generazioni sempre più si deve guardare all’attualità e non alla memoria del passato, ed è ferma volontà della Clape rivolgersi a coloro che, all’estero o in Italia, cercano un punto di riferimento per restare in contatto con i propri corregionali e soprattutto con i propri legami.

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